Ebbene sì, il famoso neosindaco di Bologna Merola, l’uomo che il PD ha imposto alle primarie grazie alle proprie truppe cammellate (in Emilia ancora funzionano, purtroppo), si è dimostrato per quello che è: un maschilista, un uomo che viene dagli anni ’50, oltre che, più banalmente, un c*j*ne. Nulla di strano, viene da un partito in cui le donne fanno le foglie di fico… anche perché dall’altra parte c’è un vero e proprio bordello, un mercato di carni femminili mute e acquiescienti: quindi, chi desidera un po’ di emancipazione è costretto a votare questi che sono un pochino meno peggio (ma giusto un pochino).
Dopo i festeggiamenti monosessuali (gli uomini unici protagonisti, le donne in platea ad applaudire), che già promettevano molto male, ecco l’ultima sparata conservatrice del “sindaco del tempo di Checco e Nina”: le coppie sposate conteranno più delle altre nelle graduatorie comunali, un provvedimento da anni ’50, manca solo la condanna dei “pubblici concubini”.
Amelia Frascaroli, che pure è una cattolica VERA, una simile cacchiata non l’avrebbe neanche immaginata, semplicemente perché lei (a differenza del virginello) è intelligente. Ma i bravi compagnucci che hanno votato Merola, ora se lo ciuccino per benino per 5 anni. E se va male, pure per 10. Peggio per loro!
A Bologna, l’onta di un sindaco anni ’50
giugno 30, 2011 di illuminismo
