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L’Arcigay e l’outsourcing della schedatura degli omosessuali in Italia

maggio 19, 2011 di illuminismo

Schedare gli omosessuali? per carità, roba da dittature, noi siamo in un paese occidentale e le nostre forze di polizia certo non lo fanno. Però… Eh, sì, c’è un però. In Italia c’è una associazione, che in realtà è quasi solo un paravento fiscale per una rete di saune, sex clubs e altri luoghi di sesso anonimo. Solo che in realtà il sesso che vi viene consumato non è anonimo per niente, perché quest’associazione è dotata di un sistema informatico per registrare gli iscritti, un’enorme banca dati che contiene oltre centomila nominativi, in genere corretti (in teoria, ogni club ha l’obbligo di verificare i documenti d’identità all’atto dell’iscrizione, poi si sa come vanno queste cose…).

Naturalmente, questa banca dati è assolutamente impermeabile a chiunque sia esterno all’organizzazione, no? Vogliamo scherzare, si sa quanto siano seri gli italiani, quando c’è in ballo la privacy…

E quindi risulta davvero difficile spiegare come ha fatto la “Repubblica” di oggi a pubblicare la notizia che don Seppia, il prete ligure accusato di pedofilia, fosse iscritto all’Arcigay (e non a caso in un circolo-scopatoio, la sauna locale)?

Viene il dubbio che per le forze dell’ordine si tratti di effettuare un comodo outsourcing di fatto della schedatura delle persone omosessuali. In cambio, le stesse forze dell’ordine potrebbero chiudere un occhio sul fatto che la maggior parte dei circoli Arcigay “ricreativi” sono piuttosto “scopatoi (parzialmente) a carico del contribuente”… ma no, non sarà così che vado a pensare! Forse considero gli uomini delle forze dell’ordine più intelligenti di quanto in realtà siano. O no?

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Pubblicato in Uncategorized | 4 commenti

4 Risposte

  1. su maggio 20, 2011 a 12:22 pm Marco Volante

    Non ho capito qual’è il punto. I circoli in cui si fa sesso debbono essere circoli privati affiliati a un’associazione nazionale. Arcigay è una di queste. La maggior parte dei circoli gay quindi sono affiliati ad Arcigay. I circoli privati debbono essere frequentati solo dai soci (ovvio) perché diversamente non sarebbero più circoli privati e diverrebbero formalmente locali aperti al pubblico, nei quali far sesso è un reato piuttosto grave. Per questo motivo i circoli fanno il teseramento, per certificare la qualità di socio delle persone che frequentano il circolo e quindi proteggerle da una legge che non permette di far sesso in luoghi aperti al pubblico.
    Infatti la maggior parte dei locali gay in cui non si fa sesso non sono generalmente circoli privati, per cui la tua insinuazione che i locali si affilino ad Arcigay per i vantaggi fiscali crolla malamente (perché un semplice bar non dovrebbe affiliarsi se può davvero ottenere tutti questi vantaggi fiscali?).
    Il fatto che la persona inquisita sia un socio Arcigay non è certo stato riferito da chi ha la titolarità della garanzia della privacy dei soci Arcigay. Probabilmente qualcuno che lo conosce ha fatto questa dichiarazione. Comunque sia la magistratura ha accesso a tutti i database di ogni associazione italiana, se vi sono i motivi giuridici perché ne abbia diritto. E’ tutto così banale che non capisco dove stia la tua sorpresa o comunque la notizia.


  2. su maggio 22, 2011 a 12:23 am illuminismo

    Appunto, dunque la polizia italiana ha accesso ad un database di omosessuali. In cambio, lascia correre il fatto che l’Arcigay non sia un’associazione culturale, ma una rete di locali a scopo di lucro che si spacciano per circoli privati.
    Queste notizie non sono nuove né per me né per te, che siamo gay (anche se tu, in quanto impelagato con Arcigay, ne nascondi i lati moralmente inaccettabili). Ma per molte persone di cultura media, lo sono. Ed è a loro che mi rivolgo.


  3. su maggio 23, 2011 a 7:17 am lips

    .. ma se invece si facesse una “proposta” di depenalizzazione dell’atto osceno in luogo pubblico , per alcuni tipi di locali ( che ovviamente però dovrebbero pagare tasse in modo diverso) potrebbe venire a cadere il predominio dell arci-uno card- ovvio le ass cult pagano meno tasse ma ci SCHEDANO e nn so quanta privacy ci sia in quel tipo di schedature stile “categorie a rischio” !!


  4. su maggio 30, 2011 a 12:51 pm illuminismo

    Nessuna privacy. Nel giro di 2 secondi, il tuo orientamento sessuale diventa di dominio pubblico per i bene informati, un potente strumento di pressione (se non si trattasse di forze di polizia, direi “ricatto”).
    Molto meglio le chat su internet.



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